A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un'ala soltanto. L'altra, la tieni nascosta: forse per farmi capire che anche tu non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con te. Perché vivere non è "trascinare la vita", non è "rosicchiare la vita"...Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all'ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l'avventura della libertà. Vivere è stendere l'ala, l'unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te!
Questa preghiera conclusiva della VIA CRUCIS commentata da Mons. Tonino Bello, che si può seguire cliccando sull'immagine, è identificarsi in quel gabbiano, che si abbandona all'ebbrezza del vento, in compagnia di un amico speciale.
Saper rispondere anche noi agli annunci quotidiani " Ecco io sono l'ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola" assisteremmo al miracolo della vita in noi e attorno a noi. Diventare dimora di Dio e dimorare in Lui "ci abilita a diventare dimora per gli altri, essere casa aperta, dove si accoglie la vita, si compiono passi per umanizzarla e renderla disponibile al dono"(Cm 883)




